Sony X90J: Recensione

X90J è una TV 4K di fascia alta, monta un LCD con pannello VA con retroilluminazione a LED Fald, ma sopratutto dispone del nuovo processore cognitivo XR, vediamo nel dettaglio la recensione;

Sony distribuisce il prodotto nei formati:

  • XR-50X90J (50 pollici)
  • XR-55X90J (55 pollici)
  • XR-65X90J (65 pollici)
  • XR-75X90J (75 pollici)

Sony X90J

Design un po spesso

La parte frontale presenta su 3 lati cornici di 10mm (5mm di bordino e 5mm di rivestimento plastico), in basso la cornice è di 17mm, al centro il logo del produttore e il led di accensione/comunicazione.

Sempre in basso cono presenti i due piedini di sostegno metallici, si montano a semplice incastro e possono essere inseriti in posizione più esterna o più interna al fine di risparmiare spazio sul mobile.

Di profilo il corpo TV ha uno spessore complessivo di 7,2 cm, non è quindi una TV sottile, ma quando si tratta di retroilluminazione Direct led FALD i prodotti sono inevitabilmente più spessi, anche se in questo caso sembra che il case abbia diversi spazi inutilizzati al suo interno.

Il retro è molto carino, ha questo disegno composto da quadrati con uno grande centrale, in alto le feritoie per la circolazione dell’aria, sulla sinistra l’alimentazione, mentre sulla destra l’incavo con gli ingressi audio/video tra cui le 4 porte HDMI di cui solo 2 in versione 2.1. Molto apprezzabile il fatto che tutti gli ingressi sono disposti lateralmente in modo da facilitare le operazioni con il pannello montato a muro. Per la gestione dei cavi non c’è nessun tipo di supporto a parte 2 anellini da mettere sul retro dei piedini.

Sony X90J sopra

La qualità delle plastiche è nella media, in metallo ci sono solo i piedini di sostegno, complessivamente la TV è leggera e ben assemblata, nonostante ha sicuramente delle parti vuote al suo interno, non sembra destinata a deteriorarsi o scollarsi nel tempo.

Qualità visiva

X90J si basa su un pannello LCD di tipo VA retroilluminato direct LED con sistema di local dimming FALD mediamente evoluto, esattamente come il modello XH90 che andrà a sostituire, nonostante questo il rapporto di contrasto è migliorato spingendosi a 5700:1, che abbinato a dei neri ben profondi lo rende un prodotto sicuramente valido per la visione al buio.

Il sistema di local dimming è in grado di spegnere la retroilluminazione solo nelle zone di schermo nere, tuttavia le zone non sono poi molte, si ipotizzano una quarantina nel 55 pollici fornito per i test, le transizioni tra una zona e l’altra sono abbastanza visibili ma si parla appunto di test… con i contenuti reali questo non è quasi visibile, in quanto già di suo il pannello VA oscura abbastanza bene la retroilluminazione, in più c’è un’evoluta elettronica che gestisce la luminosità abbassandola nelle piccole zone isolate, proprio per evitare l’insorgere di aloni luminosi. Per chiarire questo aspetto non siamo di fronte alla perfezione di un prodotto oled, e non siamo nemmeno ai livelli dei top di gamma mini-led come QN90A, che su un 55 pollici vanta diverse centinaia di zone indipendenti… tuttavia questo prodotto Sony sebbene mostri di tanto in tanto qualche alone di luce nell’insieme è un compromesso accettabile.

Sony X90J ha dei neri convincenti, il sistema di local dimming non ha molte zone indipendenti e qualche alone lo crea, ma gli algoritmi lavorano molto bene e durante la visione di contenuti reali la resa è buona

Sony X90J ha dei neri convincenti, il sistema di local dimming non ha molte zone indipendenti e qualche alone lo crea, ma gli algoritmi lavorano molto bene e durante la visione di contenuti reali la resa è buona

La luminosità con i contenuti HDR impostando la voce “Luminanza di picco” al massimo arriva a un’ottima media di circa 790 nits, forse questo è l’aspetto dove il prodotto Sony è migliorato di più rispetto al modello 2020. Questa luminosità non raggiunge chiaramente i livelli dei nuovi mini-led, ma nel campo dei LED è un buon valore, e mediamente pareggia quella proposta dagli oled TV, con la differenza che se l’area luminosa è molto ampia e sostenuta nel tempo X90J riesce tranquillamente a mantenersi sopra i 500 nits anche a tutto schermo senza problemi, situazione dove invece negli oled interviene il limitatore e scende fino a 150 nits.

in ambiente luminoso Sony X90J non ha problemi

in ambiente luminoso Sony X90J non ha problemi

L’uniformità si dimostra abbastanza buona, gli angolini come si vede in foto sono inevitabilmente più scuri, ma nel complesso risulta più importante la zona centrale che è ben uniforme e non genera nessun tipo di DSE (o effetto schermo sporco), un’aspetto molto importante nella visione per esempio di eventi sportivi o scene che presentano movimento su fondi uniformi.

Sony X90J uniformita DSE

Sony X90J uniformita DSE

L’angolo di visione per natura stessa del pannello VA è limitato e bastano circa 35/40° di angolazione per vedere alterazioni, in particolare nei neri che si schiariscono. Non risulta che Sony abbia tentato particolari lavorazioni per migliorare questo aspetto, altri produttori spesso tentano l’inserimento di filtri extra ma con risultati sempre discutibili e perdita di contrasto, evidentemente Sony non lo ha ritenuto vantaggioso, confidando nel fatto che l’utente non abbia la necessità di vedere la TV da strane angolazioni, in ogni caso rispetto ai prodotti entry level la TV a una perdita di qualità tutto sommato abbastanza limitata.

La gestione dei riflessi è nella media, il vetro semi-lucido attenua le fonti di luce più piccole e indirette, in generale comunque in ambiente diurno si comporta bene grazie appunto a una luminosità adeguata.


Bravia XR e intelligenza cognitiva

Una nota a parte riguarda questo nuovo processore Cognitive Processor XR, il marketing lo spinge come un sistema in grado di analizzare centinaia di elementi della scena come farebbe il cervello umano e intervenire di conseguenza sull’ottimizzazione di ogni elemento rendendolo armonico e bilanciato. C’è anche l’aspetto sul punto focale, che simulando il cervello umano in ogni immagine riconosce un punto di attenzione principale, il processore tramite la scomposizione in zone è in grado di identificare il singolo o multiplo punto focale e ottimizzarlo, aumentando il senso di profondità e il contrasto.

Ora verificare queste dichiarazione è praticamente impossibile, tuttavia questa TV ha un processore di fascia altissima e obiettivamente non si può ignorare il fatto che questo aiuta a migliorare la resa visiva, portandola a livelli più alti di quello che le specifiche “non eccezionali” suggerirebbero. Di fatto la visione vanta ottimizzazioni nel contrasto e nei piccoli dettagli molto apprezzabili, per non parlare della resa dei contenuti interpolati, se oggi tutte le TV riescono a gestire mediamente bene fonti inferiori al 4K questo X90J ha una marcia in più andando a rendere uno spettacolo anche sorgenti a 1080p, il lavoro svolto dal processore aumenta per quanto possibile anche la resa di semplici canali televisivi SD, un’aspetto da tenere in considerazione se non si utilizzerà la TV solo per il 4K.

Colore

La TV forte dell’esperienza del produttore nipponico esce con una calibrazione nativa eccellente, tutti i profili (a parte quello chiamato “brillante”) sono decisamente più ottimizzati rispetto ad altri prodotti, ma le modalità cinema o Dolby Vision scuro abbinate a temperatura colore esperto 1 sono un setting già quasi perfetto, magari leggermente più freddo dello standard, ma comunque ottimo.

La TV ha poi la possibilità di ricevere approfondite calibrazioni su misura, con un bianco modificabile a 10 punti, un plauso anche ai menu del nuovo OS Android TV, che sopratutto nelle regolazioni mostrano schemi chiari ed esplicativi.

La gamma dei colori ha una copertura nella media, con un DCI P3 dell’88%, niente di diverso dallo scorso modello, il volume colore è invece migliorato, facilmente grazie alla maggiore luminosità e contrasto, ma i colori estremamente brillanti sono sempre leggermente limitati.

Sony X90J resa in Dolby Vision

Sony X90J resa in Dolby Vision

La gestione delle sfumature è ottima, il banding è praticamente inesistente persino nei test, del tutto superflua la funzione “gradazione uniforme” che comunque in certi profili è attiva con impostazione minima.

a sinistra LG C1, a destra il Sony X90J, tralasciando il fatto che uno è un'oled... per quanto riguarda il profilo colore il Sony vanta nativamente una calibrazione più naturale.

a sinistra LG C1, a destra il Sony X90J, tralasciando il fatto che uno è un’oled… per quanto riguarda il profilo colore il Sony vanta nativamente una calibrazione più naturale.

La resa dei contenuti HDR e Dolby Vision è buona considerando la natura LCD del prodotto, come già scritto il nuovo processore ha molte funzioni per ottimizzare resa e contrasto, e l’attivazione della funzione “super contrasto” è ad esempio consigliata per avere più impatto visivo con la gamma estesa.

la composizione dei pixel di Sony X90J

la composizione dei pixel di Sony X90J

Gestione Movimento eccellente

Anche in questo 2021 il pannello utilizzato ha un tempo di risposta di 4ms e lavora alla frequenza di 120hz, ma a parte questo la qualità delle scene movimentate è eccellente, per quanto possibile ancora migliore del modello XH90 del 2020… facilmente siamo di fronte alla TV sul mercato migliore in questo aspetto (ma immagino riguardi anche la linea oled con lo stesso processore).

Ovviamente i prodotti attuali anche economici si mantengono tutti su standard accettabili, ed è anche vero che pochissime persone hanno un’occhio così ricettivo da notare differenze significative, tuttavia forse grazie al nuovo processore di fascia alta abbinato all’algoritmo XR Motion Clarity non si può negare l’eccellenza in questo campo.

Per i contenuti a basso framerate ma anche per i classici 24Hz cinematografici si consiglia comunque l’attivazione del noto Motionflow che interpola i contenuti ai 120hz nativi del pannello, anche per chi detesta il classico “effetto soap opera” ci sono impostazioni adeguate che coinvolgono anche l’utilizzo della funzione modalità Film inserita proprio per lavorare in sinergia e mantenere la visione il più naturale possibile come gradisce il cultore cinematografico.

il nuovo processore video di Sony eccelle nella gestione del movimento

il nuovo processore video di Sony eccelle nella gestione del movimento

Anche le impostazioni più spinte del Motionflow lavorano comunque in modo eccellente, la creazione di eventuali artefatti è ridotta all’inevitabile, esiste anche la funzione BFI per aumentare la percezione di nitidezza durante il movimento tramite l’inserimento di un frame nero, per attivarla bisogna impostare il motionflow su “personalizzato” e cambiare il valore di “nitidezza” questo presenta 3 step, e a seconda dei gusti il primi step può essere apprezzabile, i successivi 2 sono inutilizzabili in quanto scuriscono troppo la visione.

Complessivamente Sony X90J eccelle in questo aspetto, sia per l’esperienza di Sony, sia per il nuovo processore video (in questo caso di fascia top), e anche il nuovo OS Google TV fa la sua parte in quanto propone dei menu sempre chiari e corredati di esempio visivo su tutte le funzionalità comprese quelle motorie.

Input lag e videogiochi

Qui la situazione è abbastanza controversa, dal produttore di Playstation ci si aspetterebbe una maggiore attenzione in questo campo, eppure non sempre è cosi. Il precedente modello 2020 in parte è stata venduta con lo slogan “TV per PS5” ma tra aggiornamenti software difettosi e un VRR 4K 120hz non arrivato ha deluso aspettative e promesse.

Adesso questo nuovo modello 2021 parte da un dato di fatto sicuro, il 4K a 120hz è implementato e funzionante, questo è già un’ottimo punto di partenza. Per quanto riguarda invece il Variable Refresh Rate, arriverà tramite futuro aggiornamento software, sarà quindi responsabilità di Sony mantenere la promessa.

Più nel concreto la TV con la modalità game ha un’input-lag di 18 ms (4K 60Hz), un valore non eccezionale nel 2021, che però scende a un’ottimo risultato di 11ms giocando in 4K 120hz se disponete di un PC o di una console Nextgen come Ps5 o Xbox serie X… questo lascia pensare che un possibile aggiornamento software possa migliorare anche il risultato a 60hz.

Nel caso di Xbox bisogna segnalare che al momento giocando in 4K 120hz non viene riconosciuto il segnale Dolby Vision, quindi ci si trova di fronte a una scelta se abilitare uno o l’altro. Al momento non è un problema, in quanto i giochi con HDR Dolby Vision non sono ancora arrivati, ma almeno su Xbox arriveranno e si spera possano sistemare anche questo aspetto.

Comunque ho testato il gioco in multiplayer in titoli molto competitivi, su Gears 5 per esempio serie X gestisce ottimamente i 4K 120fps e in questa occasione la TV offre il massimo, le scene veloci scorrono sempre nitide e fluide, rappresentando un metodo eccellente di giocare.

L’ultima considerazione riguarda le porta HDMI, solo la porta 3 e 4 sono HDMI 2.1, sfortunatamente la porta 3 è anche quella eArc per l’integrazione con soundbar/impianto audio… quindi a meno che il proprio impianto audio non preveda un passthrough 4K a 120Hz, alla fine vi ritroverete con una sola porta 2.1 libera.

A ogni modo per abilitare il 4K 120hz bisogna andare su: impostazioni > canali e ingressi > ingressi esterni > formato segnale HDMI > HDMI 3 o 4 > impostare formato Avanzato (la voce di mezzo). A quel punto basta collegare la console nextgen alla porta scelta e impostare 4K 120hz. Per quanto riguarda la modalità game attivata in automatico non c’è un vero e proprio ALLM, tuttavia la funzione “immagine automatica” se attivata ha lo stesso effetto e abilità la modalità game al riconoscimento di una console.

Smart TV con Google TV

Questo è il primo modello testato a implementare il nuovo Google TV è l’evoluzione di Android TV che giunto alla versione 10 ha cambiato nome, il modello fornito da Sony per la recensione è stato fornito corredato di chiavetta USB per l’aggiornamento software, sicuramente sarà la versione che si troverà nei negozi al lancio.

In ogni caso i vantaggi del sistema TV di google li conosciamo tutti, ormai i tre sistemi operativi principali si sono talmente affinati da rendere la scelta quasi del tutto soggettiva, tra le cose che saltano immediatamente all’occhio c’è il design dei menu, davvero chiaro con tanto di esempio visivo per ogni voce, la parte relativa il colore ha persino il diagramma delle curve. Non cambia più di tanto la cosiddetta “home” dalla scorsa versione, che si presenta sempre a schermo intero su fondo nero con le attività principali usate e/o interrotte.

Il sistema gira con una fluidità impeccabile, le App più note sembrano tutte ben ottimizzate e reattive, lo spazio di archiviazione interno è di 16 GB, alla prima accensione la configurazione iniziale prevede l’utilizzo di uno smartphone (iOS o Android) e un’account Google al fine di facilitare la procedura, avviando una installazione iniziale che provvederà a scaricare in una volta sola tutte le App fondamentali.

telecomando

Il telecomando in dotazione è stretto e lungo, ha la stessa forma del modello 2020, un’accessorio elegante e leggero, l’unica variazione riguarda i tasti scorciatoia dei sistemi di streaming più usati: YouTube, Netflix, Disney + e Prime video, sparisce invece il tasto dedicato a Google Play.

Il controllo vacale e disponibile tramite Google Assistant o Alexa di Amazon, il microfono è integrato nel telecomando e una volta abilitato basta tenerlo premuto e impartire il comando.

l’integrazione con gli smartphone avviene in modo naturale dato che la TV ha il protocollo Chromecast incluso.

Audio sopra la media

La dotazione Audio è composta in tutti i formati da 2 Bass Reflex Full Range e 2 tweeter da 10W, in questa versione 2021 tutti i formati hanno una dotazione uguale tra di loro, dotazione in generale calibrata verso l’alto e quindi sopra la media.

Lo spessore non proprio sottile della TV evidentemente permette l’utilizzo di altoparlanti più grandi e qualitativamente migliori, i bassi naturalmente sono sempre il punto debole, ma sono comunque presenti e non siamo di fronte al sonoro scadente di un prodotto entry o medium level.

Oltre alla dotazione hardware c’è molta elaborazione software, Sony dichiara l’utilizzo di XR sound position per la sincronizzazione audio, XR surround per offrire un suono più avvolgente, Voice Zoom 2 che riconosce la voce e ottimizza la nitidezza… ora è impossibile valutare quanto questi algoritmi funzionino a dovere, tuttavia la sensazione è quella di trovarsi di fronte un prodotto che in piccoli ambienti può arrivare a fare a meno di una soundbar dedicata.

X90J tramite il passthrough HDMI supporta ovviamente il Dolby Atmos e il Dolby Digital, e in controtendenza rispetto alla concorrenza continua a implementare il codec audio DTS.

Contesto di mercato

X90J sistema le lacune del precedente modello e lo migliora praticamente sotto tutti gli aspetti, in specifiche caratteristiche il mercato offre prodotti migliori, per esempio citando la luminosità e il local dimming Samsung QN90A con i suoi mini-led è decisamente più luminoso e più accurato grazie a un numero di zone molto superiore,  ma del resto il prodotto Sony è un LED.

Nel gaming gli oled LG sono al momento sicuramente più completi, ma anche in questo caso è una tecnologia diversa e c’è sempre l’utente che ha necessità di lasciare la TV accesa 20 ore al giorno, cosa che con un oled tv non sarebbe il massimo.

Dove invece il prodotto Sony eccelle è nella gestione del moto, nella calibrazione nativa, e nell’interpolazione dei contenuti.  Il nuovo cognitive processor gestisce queste cose al meglio e sono aspetti importanti. In particolare per l’appassionato di cinema con occhio sensibile la gestione del moto è essenziale, e in questo aspetto bisogna riconoscere che il prodotto Sony si distingue.





Voto Totale

85%
Sony X90J punta a essere il migliore LCD a led sul mercato nel 2021, obbiettivo in buona parte raggiunto, la TV non ha l'impatto visivo al buio di un'oled e non ha la luminosità altissima di un mini-LED, in questi aspetti si comporta bene ma non arriva certo ai vertici, tuttavia dalla sua eccelle nella gestione del movimento e nell'upscale dei contenuti non nativi 4K, anche la calibrazione nativa vanta dei profili bilanciati e professionali, il merito è sicuramente del Cognitive Processor XR che è un processore di fascia molto alta e nell'esperienza del produttore giapponese.

Design:
82%
Luminosità:
80%
Contrasto:
86%
Uniformità:
84%
Colore:
88%
Angolo di visione:
69%
Immagini in movimento:
93%
Input-Lag e Videogiochi:
82%
Smart-TV:
85%
Audio:
84%
Rapporto qualità/prezzo:
83%
Gestione del moto
Ottimo contrasto
Google TV
VRR non ancora funzionante

Specifiche e Misurazioni

  • Tipologia di pannello:
lcd va
  • Retro illiminazione:
direct led
  • Local dimming:
fald
  • Risoluzione: 4K
  • Formati disponibili: 50", 55", 65", 75"
  • Contrasto: 5700:1
  • Luminosità HDR(contesto reale): 790 nits
  • HDR supportato: HDR10, DOLBY VISION, HLG
  • Tempo di risposta: 4ms
  • Input Lag (4k HDR mod.game): 11 ms
  • Pannello: 10 bit - 120Hz
  • HDMI supportato: Hdmi 2.1
  • Variable Refresh Rate: No
  • Auto Low Latency Mode (ALLM): Si
  • Audio Passthrough: ARC, eARC, Dolby Atmos su ARC, DTSX tramite ARC, 5.1 Dolby Digital su ARC, 5.1 DTS su ARC, 5.1 Dolby Digital su Ottica, 5.1 DTS su Ottica
  • Gamma colore DCI P3 xy: 88%
  • Gamma colore Rec 2020 xy: 64%
  • Volume colore DCI P3: 78,5%
  • Volume colore Rec 2020: 68,5%
Articolo aggiornato al: 17 Maggio 2021 | Redatto da: Pixeltv