Migliori TV Oled: QD Oled, Woled e Tandem

Cerchi la migliore TV Oled del 2026 ? un confronto sempre aggiornato sui modelli e sulle tecnologie usate: QD Oled Vs Woled e le implementazioni Tandem Oled.

L’articolo verrà aggiornato con l’uscita di nuovi modelli, la posizione in classifica è soggettiva ognuno ha punti di forza specifici per il tipo di utilizzo. A differenza delle insignificanti liste che troverai in rete qui c’è una comparazione reale di dati oggettivi.

Quali sono i migliori TV Oled ?

L’elenco dei migliori oled in commercio:

  1. LG G5 – Il più luminoso e affidabile (Tandem Woled)
  2. Samsung S95F – Il re delle stanze luminose (QD Oled)
  3. LG C5 – Miglior rapporto qualità / prezzo / versatilità (Woled)
  4. Sony Bravia 8 II – Migliore upscale contenuti SD (QD Oled)
  5. Panasonic Z95B – Migliore calibrazione (Tandem Woled)
  6. Philips OLED910 – Per chi ama l’Ambilight (Tandem Woled)
  7. Samsung S94F – Un 65 pollici molto conveniente (QD Oled)
  8. LG B5 – Il più economico (Woled)

I parametri che portano a questa lista sono tanti e li trovi spiegati e confrontati in seguito:

Oled: perché si vede meglio e che varianti offre ?

L’acronimo è Organic Light-Emitting Diode (diodi organici che emettono luce), ogni diodo se attraversato da corrente elettrica produce colori, ma se non alimentato rimane spento offrendo il famoso “nero assoluto“. La combinazione di pixel accesi/spenti crea contrasto infinito e rappresenta la migliore qualità visiva per scenari complessi dove le tv retro-illuminate (LCD, Qled, Nano Led, Mini Led, Uled ecc…) non possono arrivare.

infografica sulle retroilluminazioni delle TV e la resa
la luce generata da ogni singolo pixel OLED è un grosso vantaggio nel mostrare le stelle e non avere aloni luminosi

I vantaggi della tecnologia sono anche: tempo di risposta istantaneo (zero effetto scia), angolo di visione, basso consumo energetico, ecc.. ma per approfondimento su questo ti consiglio la lettura di Oled vs Qled vs Mini led, qui ci si focalizza sui modelli.

Il funzionamento principale vede un catodo emettere elettroni e un anodo che li attira, nel mezzo tra i due c’è uno strato organico che quando attraversato da questi elettroni attiva la sua componente emissiva ed emette luce.

A chiudere il processo la luce filtra o si rifrange per generare le 3 luci rosso, verde, blu, (e spesso anche il bianco)… La tecnologia è semplice, unico fattore migliorabile la luminanza massima, ed è qui che si gioca la battaglia sulle varianti Woled (EVO, EX, MLA), Tandem Oled e Qd Oled:

Oled Woled / Wrgb

Vengono chiamati Woled, o Wrgb e li produce LG Display, fino al 22 tutte le TV (indipendentemente dal marchio) hanno usato pannelli di questa azienda, la quale ha investito molto sulla realizzazione di fabbriche e stabilimenti ottenendo una posizione dominante e un’esperienza decennale nel settore.

La sigla WRGB deriva dal fatto che W (sta per White / Bianco), ovvero il pixel ha un quarto sub-pixel aggiuntivo destinato al bianco, normalmente si otterrebbe accendendo insieme i 3 sub-pixel rosso/giallo/blu, ma la componente organica tende a deteriorarsi, e attivare quella necessaria a generare 3 luci alla massima emissione accorcerebbe la vita del pannello… così LG ha deciso di aggiungerne uno sub-pixel bianco dedicato, la sua presenza preserva la durata del pannello, a scapito di qualche compromesso.

La tecnologia WRGB ha una resa luminosa variabile, i più economici in commercio generano sul 10% dello schermo circa 850 nit, un valore del tutto accettabile, mentre una schermata HDR molto bianca (come un’ambiente innevato) raggiunge i 180 nit, perché entrano in gioco appositi limitatori atti a preservare il pannello, a differenza di un mini-led che invece può ignorare tutto e offrire schermate completamente bianche anche sopra i 2000 nits.

In genere questa non sarebbe comunque una situazione piacevole, nessuno vuole trovarsi di fronte un’enorme faro abbagliante, il picco luminoso serve per arricchire singole porzioni di schermo per creare contrasto e impatto, per questo il basso picco luminoso “fullscreen” degli oled non è un reale problema.

Tuttavia ci sono situazioni dove più luminosità ha i suoi vantaggi, per esempio in un’ambiente casalingo molto illuminato o esterno, inoltre Dolby Vision e HDR10+ per il loro massimo sfruttamento sarebbero in grado di gestire picchi di luminosità enormi.

Per questo i Woled di LG Display un prodotto in costante miglioramento, che ha avuto diversi step negli anni (EVO, EX, MLA)

mostra info su tecnologia EVO, EX, MLA ▼

Oled EVO

Sempre di LG display non rappresentano una rivoluzione ma un miglioramento… sono arrivati in commercio dal 2021 utilizzati quell’anno solo nel top di gamma serie G.

I pixel sono composti sempre da 4 sub-pixel WRGB come i precedenti, ma a variare leggermente sono i substrati organici che generano i colori, la componente blu (da sempre quella che invecchia prima pur vantando 2 substrati è stata cambiata passando dall’idrogeno al deuterio, o almeno è quello che dichiara il CEO di UBI Research Choong-Hoon Lee, che in un’intervista al giornale The Elec afferma che LG ha cambiato fornitore di materiali lasciando il vecchio Idemitsu Kosan in favore di DuPont … compagnia che si occupa da anni di OLED con stampa ink-jet.

questi sono nel dettaglio gli strati organici che compongono un pannello LG oled EVO
questi sono nel dettaglio gli strati organici che compongono un pannello LG oled EVO

In più è stato aggiunto un nuovo sub-strato verde nella parte centrale per generare un’emissione spettrale più pura. Queste modifiche generano circa un 20% di luminosità in più rispetto ai non-EVO, differenza che si rispecchia in quanto avvenuto nel modello LG G1 del 2021 rispetto al C1.

Oled EX

EX è acronimo di Evolution eXperience, LG Display rispetto ai modelli EVO varia di nuovo la composizione organica, nello specifico ulteriori sostituzioni in favore del deuterio, un po come avvenuto per le versioni Evo.

Le dichiarazioni ufficiali recitano:

Il deuterio è due volte più pesante dell’idrogeno normale e nel mondo naturale ne esiste solo una piccola quantità, poiché in circa 6.000 atomi di idrogeno ordinari si trova solo un atomo di deuterio.

LG Display ha elaborato come estrarre deuterio dall’acqua e applicarlo a dispositivi organici che emettono luce, questi quando stabilizzati consentono al display di emettere una luce più brillante mantenendo un’elevata efficienza per lungo tempo.

Le specifiche esatte sui sub-strati non sono diffuse, ma non cambiano molto da EVO, anche perché nei pannelli EX è un’importante aspetto di Machine learning integrato a fare la differenza.

Lg ha integrato nuovi algoritmi atti a gestire e ottimizzare l’alimentazione elettrica, da sempre un voltaggio più alto produce maggiore luminosità, ma anche maggiore deterioramento… qui il sistema di IA riconosce le immagini e interviene in modo mirato aumentando il voltaggio e di conseguenza i picchi luminosi solo nei punti dove realmente serve, in pratica rinforza leggermente porzioni HDR specifiche ignorando elementi come per esempio testi, loghi, menù ecc..

Nello specifico la dichiarazione LG riporta:

un’algoritmo predice l’intensità di utilizzo con milioni di possibilità dopo aver studiato i pattern individuali di visione, controlla con precisione l’energia in ingresso nel display per esprimere al meglio i dettagli e i colori del video in riproduzione.

Lgdisplay.com

LG dichiara i pannelli EX il 30% più luminosi rispetto a quelli tradizioni (quindi un generico +10% rispetto agli EVO) al quale si somma la componente di ottimizzazione IA / elettronica. Questi pannelli Oled EX ogni hanno hanno migliorato la loro resa e sono tutt’ora utilizzati nei prodotti di fascia medio/alta.

Meta Oled

Meta Oled o Oled-MLA (Micro Lens Array) è stato usato nei top di gamma LG G3 e G4, a differenza dei passaggi intermedi EVO ed EX fu una variazione più incisiva. Sempre allo scopo di aumentare la luminosità la tecnologia si basava sull’uso di micro lenti, un sub-strato realizzato tramite litografia di precisione con una matrice di micro esagoni a forma convessa.

Misure inimmaginabili dato che sono circa 5000 esagoni convessi nello spazio occupato da un singolo pixel, e quindi addirittura 42,4 miliardi di lenti su un formato da 77 pollici.

La luce filtrando questo strato ottiene un aumento di luminosità del 70% , e quindi spingersi per la prima volta tra i 2000 e 3000 nit di picco (non calibrato) cosa effettivamente raggiunta sul modello G4.

Il modo migliore di descrivere la tecnologia MLA è immaginare una fonte di luce all’interno di una stanza, se nella stanza ci sono innumerevoli specchi questa appare più luminosa, in pratica ogni stanza corrisponde a un pixel. Questo sistema tuttavia è stato accantonato, sia per i costi, sia perchè il sistema Tandem risulta superiore.

E qui arriviamo al 2026 dove nella fascia alta si è adottato il sistema Tandem:

Tandem WOLED

Probabilmente il cambiamento più significativo nell’architettura dai tempi della prima produzione di massa. Una riprogettazione del modo in cui il pannello genera luce, che risolve problemi strutturali che avevano limitato la tecnologia per oltre un decennio.

Come già riportato alla base di ogni oled c’è una componente organica che genera luce se attraversata dalla corrente, il questo caso il trucco è stato distribuire il carico su più strati emissivi, riducendo la corrente che attraversa ciascuno di essi. È qui che entra in gioco il concetto di “tandem”.

Il principio fisico fondamentale è semplice : invece di avere un unico strato/gruppo emissivo (come nel WOLED tradizionale), si impilano più unità elettroluminescenti (LEU — Light Emitting Units) collegate in serie tramite uno strato intermedio detto CGL (Charge Generation Layer — strato di generazione di carica).

Il CGL è la chiave tecnica che rende possibile il tandem. È uno strato sottile che funge da interfaccia elettrica tra due unità emissive sovrapposte. La sua funzione è generare nuove coppie di portatori di carica (elettroni e lacune) che possono alimentare le rispettive unità emissive sopra e sotto di esso.

In termini più precisi: il CGL è tipicamente una giunzione p-n formata da uno strato di tipo p (come MoO₃, triossido di molibdeno) e uno di tipo n (come Liq/Al o compositi organici drogati). Quando viene applicata tensione, il campo elettrico estrae elettroni dallo strato p verso lo strato n, un processo di trasferimento di carica che genera sia lacune (nel lato p, disponibili per lo strato emissivo sottostante) sia elettroni (nel lato n, disponibili per quello sovrastante). Le due unità emissive vengono così alimentate contemporaneamente da una singola tensione applicata agli elettrodi esterni.

La struttura Tandem Woled
La struttura Tandem Woled

Il risultato è che un dispositivo tandem a due strati produce più del doppio della luminanza alla stessa densità di corrente. In particolare il Primary RGB Tandem separa le sorgenti luminose di ogni colore primario in strati indipendenti.

La struttura è composta da 4 strati: Blu – Verde – Blu – Rosso. Ogni strato è una unità emissiva dedicata:

Il punto critico: nella struttura WOLED tradizionale, rosso, verde e giallo erano prodotti da materiali fosforescenti eccitati dalla luce blu, tutti condensati in un unico strato. C’erano interferenze, limiti di saturazione e il giallo era un compromesso. Nel Primary RGB Tandem, ogni colore primario ha la sua sorgente di eccitazione blu dedicata, e rosso e verde sono prodotti da strati emissivi indipendenti, senza competere per la stessa energia.

È importante notare che il termine “Primary RGB” si riferisce alla struttura degli strati emissivi interni e non alla disposizione dei sotto-pixel sul pannello. I sub-pixel restano quattro, con quello bianco ancora presente per contribuire alla luminosità complessiva, è solo stato invertito l’ordine dei colori per questioni di efficenza, adesso sono RGWB.

LG Display dichiara fino a 4.000 nit di picco per il pannello Primary RGB Tandem (e 4.500 per la Gen 4.2 annunciata a CES 2026), sono numeri teorici, misurati in condizioni di laboratorio ottimali con finestre di test molto piccole e per durate brevissime. Le misurazioni reali sono comunque impressionanti:

LG G5 in una porzione del 10% e con il profilo filmmaker mode raggiunge i 2268 nit ! mentre con il 100% dello schermo bianco arriva a 350 nit, il tutto con un consumo energetico di 164W contro i 209W del modello precedente non tandem.

Il dato è sorprendente perchè ci si aspetta che un pannello che emette più luce consumi più energia, ma non quando entra in gioco il sistema Tandem, l’efficienza dei materiali OLED misurata in lumen per watt (lm/W) non è lineare con la corrente: è maggiore a basse correnti. Questo perché ad alte densità di corrente aumentano le “interazioni bimolecolari” tra eccitoni (annihilazione tra singoletti e tripletti, TTA e TTA) che disperdono energia senza produrre luce. Operando ogni strato a metà corrente, il tandem evita in parte questa problematica, migliorando l’efficienza quantistica esterna.

Anche la durata del pannello trae beneficio, poiché il degrado è proporzionale alla corrente e alla sua durata, operare a corrente dimezzata riduce enormemente il tasso di invecchiamento dei materiali, e sappiamo che già prima di questo upgrade il burn-in non era più problema.

Possiamo riassumere i vantaggi / svantaggi della tecnologia WRGB generica in:

PRO

  • Produzione decennale collaudata e massima disponibilità di formati
  • Neri perfetti anche alla luce del sole
  • Forma dei pixel ideale a tutti i contenuti

CONTRO

  • Rispetto ai QD-oled la saturazione massima dei colori è leggermente diluita dal sub-pixel bianco e dal filtraggio

Ma ora passiamo a vedere l’antagonista dei sistemi WRGB, ovvero il QD Oled:

QD-Oled

Questa tecnologia è stata introdotta nel 2022, il nome è acronimo di Quantum Dot OLED e rispetto al sistema LG questi display (prodotti da Samsung) lavorano in modo diverso, il pixel finale è composto dai classici 3 sub-pixel RGB (non 4).

La base è quella di un’oled ma ha i substrati organici necessari alla sola produzione di luce blu, (invece che bianca) successivamente questa colpisce uno strato di Quantum Dot rosso e verde che per rifrazione ne muta il colore.

Il quantum dot è una sostanza non organica (la stessa usata da anni nei qled) che ha una fortissima capacità di luminescenza, per questo motivo riesce ad assorbire una luce (in questo caso blu) è a ri-emetterla con una purezza altissima, in altre parole non è un filtro che lavora per sottrazione, ma si tratta di rifrazione ! Ovviamente se la luce richiesta è quella blu non c’è nessun processo in quanto è nativa.

Complessivamente quindi unire le due tecnologie porta ad avere un pixel RGB auto-illuminante che grazie allo strato dei quantum è in grado di offrire luci estremamente pure anche nei verdi e nei rossi, una luminanza dei colori che i wrgb non raggiungono, e come ormai dimostrato dai modelli in commercio un volume colore più ampio.

Le implementazioni ora in commercio hanno come unico punto debole l’inquinamento dei neri da luce esterna, in pratica se usati in ambiente luminoso il nero del pannello spento si schiarisce un po.

Un’altra critica viene fatta alla forma del pixel, i tre sottopixel RGB infatti in questa tecnologia formano un triangolo: il rosso in basso a sinistra, il verde in alto, il blu in basso a destra, questa forma ha dei vantaggi di raffreddamento, ma nella riproduzione di piccoli testi non è ideale, meno inciso e nitido rispetto al pixel rettangolare dei Woled.

Anche in questo caso ogni anno vede miglioramenti, e in questo 2026 la tecnologia tandem tocca anche i QD-Oled apportando i seguenti miglioramenti:

QD-OLED Penta Tandem

La quarta generazione (formalmente denominata QD-OLED Penta Tandem ) porta una nuova struttura a cinque strati e il materiale EL 3.0, entrambi con ruoli precisi e separabili.

La struttura specifica è: 3 strati di emettitori blu + 2 strati di emettitori verdi, con tutti ora prodotti con materiali deuterati. Samsung Display ha introdotto due strati verdi distinti all’interno della struttura a tandem, un’evoluzione rispetto alle generazioni precedenti dove il verde era prodotto esclusivamente per conversione QD dalla luce blu.

Come nel WOLED Tandem, i CGL nel QD-OLED agiscono da separatori elettrici tra le unità emissive sovrapposte. La composizione chimica specifica dei CGL può differire tra le due tecnologie, Samsung non pubblica i dettagli dei materiali, ma il principio fisico è lo stesso.

La differenza chiave rispetto al WOLED Tandem è il tipo di emettitore in ciascuno strato. Nel WOLED, gli strati sono emettitori di lunghezze d’onda diverse (rosso, verde, blu) che producono colori separati poi filtrati. Nel QD-OLED tutti gli strati emettono blu, perché il colore finale è determinato dalla conversione QD sopra il pannello.

Il secondo fattore migliorativo è il materiale organico EL 3.0, un grande aggiornamento di materiali che porta un’efficienza quantistica esterna (EQE) dei materiali a raggiungere i 4.500 nit dichiarati a 3% OPR senza aumentare la corrente per strato o consumo totale.

Ma i vantaggi non finiscono qui, la disposizione dei pixel a forma triangolare non piaceva molto e influiva sul dettaglio dei piccoli caratteri testuali, ora la nuova struttura V-Stripe allinea i sub-pixel rosso, verde e blu verticalmente, con il risultato di migliorare la nitidezza dei bordi del testo, rendendola ideale per attività ad alta intensità testuale come l’editing di documenti, la programmazione o la creazione di contenuti.

Il nome “V-Stripe” riflette il fatto che i tre sottopixel non sono perfettamente allineati in una stripe diritta (come negli LCD) ma formano una “V”: il sottopixel rosso è più grande del verde, che a sua volta è più grande del blu, creando una disposizione leggermente scalata che ricorda appunto una V.

L’ultimo aspetto riguarda infine l’inquinamento luminoso, i pannelli QD-OLED con rivestimento lucido fino alla Gen 3 se utilizzati in ambiente luminoso avevano i neri leggermente contaminati dalla luce esterna, Samsung Display ha in parte risolto con la gen 4 e per i futuri modelli dichiara di avere un nuovo trattamento della superficie che neutralizza la dominante cromatica della riflessione.

GenerazioneStratiMateriale ELDeuterioPicco luminoso (dichiarato)
Gen 12 (blu)EL 1.0No~1.000 nit
Gen 22-3 (blu)EL 2.0 (Hyper-Efficient)Parziale>2.000 nit
Gen 34 (blu)EL 2.0 + Quantum EnhancerParziale~3.000 nit
Gen 4 / Penta Tandem5 (3B+2G)EL 3.0Tutti gli strati4.000-4.500 nit
Le varie generazioni QD-OLED a confronto

PRO

  • Gamma colore più ampia (può riprodurre tinte estreme catture e pure).
  • Uniformità migliore: riscontrabile esclusivamente con fondi vicino al nero, ma solo in schermate di test.

CONTRO

  • Neri inquinati in ambiente luminoso: Un’oled si guarda al buio dove i neri sono assoluti, ma capita di usarlo in ambiente luminoso o semi-luminoso e in questa situazione le prime 3 gen QD-Oled hanno una leggera contaminazione luminosa.

Meglio QD Oled o Woled ?

Il confronto tra i due formati non vede oggi un vincitore, entrambi nel 2026 saranno ancora più simili, meglio confrontare le TV che le tecnologie dei pannelli.
In generale il QD-Oled soffriva di neri inquinati (se visto in ambiente luminoso) e una forma del pixel non idonea alla riproduzione dei testi. Woled invece pur essendo in commercio da 12 anni non ha mai potuto offrire colori puri e saturi come il concorrente. Tuttavia entrambe le tecnologie con il sistema Tandem nel 2026 andranno a colmare le proprie lacune oltre a promettere un piccolo luminoso di 4500 nit.

Confrontiamo comunque i vari aspetti:

Luminosità

La luminosità è l’unico aspetto dove gli oled hanno un margine di miglioramento, il confronto i sistemi non vede particolari vincitori, nella fascia alta il Woled Tandem LG G5 ha un picco reale intorno ai 2200 nit, ma è notevole anche il comportamento di Samsung S95F che senza lastra dissipativa integrata raggiunge più o meno lo stesso risultato.

Nella fascia media Samsung S90F (nei formati che usano il pannello QD-Oled) risulta leggermente più luminoso del concorrente LG C5. In conclusione il picco luminoso è legato si al pannello, ma anche agli algoritmi di elaborazione. Il modello LG B5 è il meno luminoso con i suoi 800 nit, magari non ideale per gli ambienti troppo illuminati, ma del resto è il più economico del lotto.

Gamma colore / Saturazione

I QD Oled hanno ancora un vantaggio in questo aspetto, la gamma colore è più ampia, sia nelle luci primarie rossi e verdi ma anche nei comprimari creati dall’unione degli stessi. In particolare quando si tratta di tinte molto sature e luminose la purezza dei Quantum Dot è superiore.

Nella normale visione puoi notare la differenza in situazioni abbastanza rare, forse la più frequente riguarda la classica esplosione di fiamme… Il sub-pixel rosso e verde dei QD-Oled rende meglio per un semplice fattore, la luce blu colpisce i quantum dot e questi generano colore per rifrazione, a differenza di Oled WRGB la cui luce bianca attraversa dei filtri lavorando per sottrazione.

Bisogna tuttavia constatare che anche in questo campo anno dopo anno la differenza si sta assottigliando sempre di più, almeno per quanto riguarda i top di gamma con Tandem Woled, Meglio di tutti fa il Sony Bravia 2 che raggiunge uno spazio colore rec2020 dell’87%, seguito da Samsung S95F che raggiunge l’87%, mentre il diffusissimo LG C5 si deve accontentare del 70%.

in fatto di tinte accese QD-Oled ha avuto un vantaggio fin dal lancio su 3 generazioni (anni) in foto i modelli del 24 c4 / s90C, solo oggi il divario sta venendo colmato
in fatto di tinte accese QD-Oled ha avuto un vantaggio fin dal lancio su 3 generazioni (anni) in foto i modelli del 24 c4 / s90C, solo oggi il divario sta venendo colmato

Neri in ambiente luminoso

Le implementazioni di QD Oled anche nella terza generazione hanno questo micro-difetto sui neri; in una stanza con fonti di luce queste interagiscono un pò troppo nell’inquinare il nero del pannello, anche se ovviamente al buio i neri sono sempre assoluti.

Questo fattore arriva dalla scelta di avere una maggiore riduzione dei riflessi con forte tendenza a opacizzarli e ridurre l’effetto specchio, un fattore sicuramente positivo, ma che ha come aspetto negativo il leggero inquinamento dei neri, in ogni caso i QD Oled in commercio se affiancati ai classici WRGB in questo aspetto mostrano una certa differenza .

Le seguenti foto prese in fase di recensione mostrano più o meno il piccolo “difetto” dei QD Oled, appartiene ai modelli 2022, ma è rimasto inalterato nei modelli ora in commercio, a eccezione dei QD-OLED gen 4 (2025) che hanno ridotto parecchio il problema.

Forma dei pixel

Le due tecnologie sono abbastanza diverse in questo, da una parte abbiamo i classici pixel rettangolari, dall’altra un pixel triangolare, puoi vedere la differenza nel dettaglio in foto.

In realtà questo non porta alcuna differenza da una normale distanza di visione, sopratutto non da influenzare una lista dei migliori TV oled, tuttavia nell’utilizzo monitor i pixel rettangolari della tecnologia LG sono più adatti a generare caratteri più nitidi e incisi. Nella prossima implementazione 2026 si parla comunque QD con i 3 colori allineati in verticale più adatti ai piccoli testi.


Oled in commercio a confronto:

Modelloformatitecnologia-PannelloPicco Luminoso 10% APLPicco luminoso Full screen 100%spazio colore Rec.2020Refresh maxSmart-TVPorte HDMI 2.1AudioPrezzo
LG G548″ 55″ 65″ 77″ 83″ 97″WOLED Tandem
(55″ 65″ 77″ 83″)
2200 – 2268 nit355 – 365 nit~82%165hzWebOS42.2 canali, 60WAmazon
Samsung S95F55″ 65″ 77″ 83″QD-OLED
(55″ 65″ 77″)
2130 – 2200 nit385 – 395 nit~86%165hzTizen OS44.2.2 canali, 70WAmazon
LG C542″ 48″ 55″ 65″ 77″ 83″WOLED evo1150 – 1280 nit190 – 210 nit~70%144hzWebOS42.2 canali, 40WAmazon
Sony Bravia 8 II55″ 65″QD-OLED1439 – 1800 nit183 – 250 nit~87%120hzGoogle TV2 su 4Acoustic Surface+ 60WAmazon
Panasonic Z95B55″ 65″ 77″WOLED Tandem2100 – 2355 nit340 – 355 nit~80%144hzFire OS2 su 45.1.2 canali, 160WPanasonic store
Philips OLED91055″ 65″ 77″WOLED Tandem2178 – 2329 nit367 – 406 nit~82%144hzGoogle TV2 su 43.1 Bowers & Wilkins da 81WEprice
Samsung S94F48″ 55″ 65″ 77″ 83″QD-OLED (solo il 65″)1450 – 1550 nit290 – 310 nit~83%144hzTizen OS44.2.2 canali, 60WAmazon
LG B548″ 55″ 65″ 77″ 83″WOLED std800 – 900 nit150 – 180 nit~67%120hzWebOS42.0 canali, 20WAmazon
I valori di luminosità HDR massima sono reali in modalità Filmmaker Mode o Cinema.

Breve analisi dei TV oled in commercio:

LG G5

(disponibile nei formati: 48″ 55″ 65″ 77″ 83″ 97″) – sito ufficiale

G5 è il top di gamma, vanta il nuovo pannello Tandem Woled (nei formati 55″ 65″ 77″ 83″) che grazie a una sovrapposizione di strati organici gli permette di raggiungere un picco luminoso mai visto prima (oltre 2200 nit in filmmaker mode). Viene venduto a scelta con stand classico, oppure con un’innovativa struttura per il montaggio a filo muro.

Il design Gallery è un misto di eleganza, solidità, e sopratutto affidabilità dato che il pannello è raffreddato da una lastra di dissipazione dedicata, fattore che gli consente di essere un oled dove il burn-in è letteralmente impossibile.

mostra specifiche ▼

  • Pannello: W-OLED Primary RGB Tandem (4 strati) – disponibile in 55″, 65″, 77″, 83″ (48″ e 97″ con pannello diverso e senza Tandem) 
  • Processore: α11 AI Gen 2 
  • Risoluzione: 4K (3840×2160) 
  • Refresh rate: 144Hz nativo, 165Hz VRR 
  • HDR: Dolby Vision, HDR10, HLG (no HDR10+) 
  • Luminosità picco HDR (10% window): circa 2.268 nit in Filmmaker Mode, con punte in Vivido fino a 2.900 nit 
  • Luminosità full screen (100%): circa 360 nit (50% in più rispetto al G4)
  • Copertura colore: DCI-P3 ~100%, Rec.2020 82% 
  • HDMI: 4× HDMI 2.1 (48Gbps) — tutti full bandwidth, 4K@144Hz, VRR, ALLM 
  • Gaming: G-Sync, FreeSync Premium, ALLM, HGiG, Dolby Vision Gaming, 4K@165Hz via VRR 
  • Input lag: 5ms in Game Mode VRR
  • Audio: 2.2 canali, 60W, Dolby Atmos 
  • Smart TV: webOS 25 
  • Design: Gallery Design (staffe sostituibili con normale stand in fase di acquisto)

Il processore α11 AI Gen 2 è perfetto per gestire qualsiasi contenuto fino ai 165Hz del pannello. Trovare un difetto a questa TV è impossibile, solo nella luminanza dei colori ci sono prodotti (QD-Oled) che nel singolo aspetto lo superano leggermente, lo trovi spesso in offerta al prezzo di:


Samsung S95F

(disponibile nei formati: 55″ 65″ 77″ 83″) – sito ufficiale

Un QD Oled di quarta generazione che gli garantisce una gamma ampissima, con la possibilità di riprodurre colori brillanti e accesi come mai prima, ha un picco luminoso impressionante di 2200 nit e una calibrazione nativa che rende un brutto ricordo i prodotti samsung di qualche anno addietro, oltre che per il pannello a distinguersi è sopratutto per 2 funzionalità uniche nel panorama:

mostra specifiche ▼

  • Pannello: QD-OLED di nuova generazione (disponibile in 55″, 65″, 77″; la versione 83″ usa un pannello W-OLED diverso) 
  • Processore: NQ4 AI Gen3 
  • Risoluzione: 4K 
  • Refresh rate: 144Hz nativo, 165Hz VRR 
  • HDR: HDR10, HDR10+, HLG, Samsung OLED HDR Pro (no Dolby Vision
  • Luminosità picco HDR (10%): ~2.132-2.138 nit in Filmmaker Mode, in Vivid brevi picchi fino a 3.600 nit 
  • Luminosità full screen (100%): ~390 nit in Filmmaker Mode — il migliore full-screen tra i 55″ OLED testati (TechRadar) 
  • Copertura colore: DCI-P3 ~100%, Rec.2020 ~84% (FlatpanelsHD) — superiore al WOLED 
  • HDMI: 4× HDMI 2.1; connettività tramite One Connect Box (box esterno) 
  • Gaming: VRR, FreeSync Premium Pro, ALLM, 4K@165Hz 
  • Input lag: ~5ms in Game Mode 
  • Audio: 4.2.2 canali, 70W, Dolby Atmos, Q-Symphony 
  • Smart TV: Tizen 9.0 (One UI) 
  • Schermo: Glare Free 2.0 — rivestimento schermo opaco anti-riflesso

la TV usa il processore NQ4 AI Gen3, aspetto dove negli ultimi 5 anni i passi avanti sono enormi, solo se nel tuo utilizzo la riproduzione di vecchi film a bassa definizione è prioritaria potresti trovare di meglio su Sony Bravia 8 II, ma chiaramente a un prezzo diverso e con altre rinunce.

Nei contenuti cinema e nelle serie TV la resa HDR ha un’impatto devastante proprio grazie alle caratteristiche del moderno pannello, Samsung non supporta Dolby Vision in nessuna TV, preferendo HDR10+ equivalente, ma meno diffuso.

La tv ha sempre uno street Price aggressivo e di fatto ci si porta a casa uno schermo impressionante con finitura opaca a un prezzo bomba:


LG C5

(disponibile nei formati: 42″ 48″ 55″ 65″ 77″ 83″) – sito ufficiale

La componentistica Woled EVO di cui è dotato rappresenta un compromesso eccellente, sicuramente ha il rapporto qualità prezzo più vantaggioso del lotto, e anche la disponibilità di formati è la più ampia possibile con attenzione ai piccoli formati.

Ovviamente non è il più luminoso, ma ogni anno è migliorato, ora ha un picco validissimo di 1280 nit e un display a 144hz, si rende ottimo in tutti gli aspetti, compresa l’eccellente parte Smart TV e la componentistica all’avanguardia con supporto alle ultime versioni di Dolby vision, 4 porte hdmi 2.1 e in generale quel bagaglio di sicurezza che deriva da 12 anni di esperienza LG nel settore Oled.

mostra specifiche ▼

  • Pannello: W-OLED evo (non Tandem, ma con algoritmo Brightness Booster aggiornato) — disponibile in 42″, 48″, 55″, 65″, 77″, 83″ 
  • Processore: α9 AI Gen 8 
  • Risoluzione: 4K 
  • Refresh rate: 144Hz VRR (120Hz nativo) 
  • HDR: Dolby Vision, HDR10, HLG (no HDR10+
  • Luminosità picco HDR (10%): ~1.200 nit in HDR10
  • Luminosità full screen (100%): ~200 nit — migliorabile, ma accettabile 
  • Copertura colore: DCI-P3 ~96-98%, Rec.2020 ~70% 
  • HDMI: 4× HDMI 2.1 (48Gbps) — tutti con piena banda 
  • Gaming: G-Sync, FreeSync Premium, ALLM, HGiG, Dolby Vision Gaming, 4K@144Hz; input lag 5,9ms 
  • Audio: 2.2 canali, 40W, Dolby Atmos (no DTS — rimosso rispetto ai modelli precedenti) 
  • Smart TV: webOS 25

Anche l’assemblaggio e la qualità dei materiali è buona, risulta solido nonostante un peso del TV davvero minimo anche nei formati più grossi, solo la parte audio non eccelle con un’emissione sonora da 40 watt, il prezzo però lo pone tra le scelte consigliate. Puoi leggere la recensione di LG C5 o comprarlo a:


Sony Bravia 8 II

(disponibile nei formati: 55″ 65″) – sito ufficiale

Basato su tecnologia QD Oled unita all’esperienza Sony contribuisce a ottenere il TV più adatto alla visione cinematografica del lotto al pari di Z95B, l’esperienza nella gestione del moto è ancora impercettibilmente superiore alla concorrenza, anche se in questa lista sono tutti ottimi solo il Panasonic può definirsi un suo pari in questo aspetto.

Il processore video Cognitive Processor è ancora in grado di applicare interpolazioni migliori ai contenuti a bassa definizione o 1080p quali vecchi film e simili, l’impressione generale è che l’appassionato cinematografico viene sempre messo nella condizione di vedere qualsiasi cosa al meglio, che si tratti dell’ultima serie Netflix in Dolby Vision o del vecchio film 480p in bianco e nero. Ricorda però che anche con vecchi film raramente userai l’altissima qualità di upscale della TV, sopratutto se la fonte è streaming o già upscalata dal lettore.

mostra specifiche ▼

  • Pannello: QD-OLED (stesso pannello di Samsung Display usato nell’S95F) — disponibile solo in 55″ e 65″
  • Processore: XR Processor (con AI Scene Recognition) 
  • Risoluzione: 4K 
  • Refresh rate: 120Hz nativo (massimo)
  • HDR: Dolby Vision, Dolby Vision IQ, HDR10, HLG (no HDR10+
  • Luminosità picco HDR (10%): ~1.439-1.800 nit
  • Luminosità full screen (100%): ~183-250 nit — il più basso tra i top OLED 2025 
  • Copertura colore: DCI-P3 ~99,9%, Rec.2020 ~87,5% – il migliore Rec.2020 tra i top OLED 2025 
  • HDMI: 2× HDMI 2.1 + 2× HDMI 2.0 — solo due porte ad alta banda
  • Gaming: VRR, ALLM, G-Sync; input lag ~7ms; max 120Hz – non ideale per gaming competitivo PC 
  • Audio: Acoustic Surface+ (il pannello stesso vibra per produrre audio), 50-60W circa, Dolby Atmos; eccellente per le dimensioni 
  • Smart TV: Google TV

Il pannello come già detto grazie ai quantum dot è in grado di produrre colori così accesi da trovare difficile applicazione persino con l’HDR, e l’uniformità delle schermate e leggermente superiore a quella già ottima dei modelli con Woled.

Qualche difetto di versatilità però c’è l’ha, per esempio la presenza di solo 2 delle 4 porte in versione HDMI 2.1 che lo limita un po in ambito gaming, e sopratutto un prezzo di mercato comunque decisamente più alto rispetto alla concorrenza. Lo puoi trovare a partire da:


Panasonic Z95B

(disponibile nei formati: 55″, 65″, 77″) – sito ufficiale

Panasonic z95b
Panasonic z95b

Z95B utilizza da il Tandem Woled di LG Display, ma applica le proprie personalizzazioni, hanno riprogettato completamente il telaio per migliorare la dissipazione termica del pannello Tandem Oled di LG Display, nella costruzione hanno spostato il subwoofer dal basso verso l’alto, hanno creato canali d’aria naturale che raffrescano il pannello passivamente. Questo gli consente di essere l’oled più luminoso con ben 2355 nit di picco già con il profilo filmaker mode.

L’esperienza Panasonic lo porta ad avere la migliore calibrazione del lotto, gli studi e le applicazioni in ambito professionale in sede di regia e correzione colore vanno avanti da decenni e si riflettono perfettamente in questa TV, la più fedele possibile alla visione originale del regista, nonché la più simile ai monitor di riferimento usati dai professionisti del settore dal costo di molte decine di migliaia di euro.

Anche la gestione del movimento è praticamente perfetta, così come l’upscale di vecchie sorgenti native … in ambito cinematografico è chiaro che se la gioca con il Sony Bravia 8 II per il primo posto. Altro aspetto positivo supporta a tutti i formati HDR, nelle loro ultime versioni, ovvero sia HDR10+ Adaptive che Dolby Vision IQ.

mostra specifiche ▼

  • Pannello: W-OLED Primary RGB Tandem (stesso di LG G5) con sistema di raffreddamento ThermalFlow — disponibile in 55″, 65″, 77″ 
  • Processore: HCX Pro AI MK II 
  • Risoluzione: 4K 
  • Refresh rate: 144Hz VRR 
  • HDR: Dolby Vision IQ, HDR10+ Adaptive, HLG, Filmmaker Mode, Netflix Calibrated Mode, Prime Video Calibrated Mode
  • Luminosità picco HDR (10%): ~2.100-2.355 nit , in Filmmaker Mode di default arriva a ~1.028 nit (Panasonic imposta la luminosità a 70/100 per priorità di accuratezza – portandola a 100 si ottengono i valori massimi) 
  • Luminosità full screen (100%): ~347 nit in Filmmaker Mode 
  • Copertura colore: DCI-P3 ~99,9%, Rec.2020 ~78-83% 
  • HDMI: 2× HDMI 2.1 (4K@144Hz, VRR) + 2× HDMI 2.0
  • Gaming: AMD FreeSync, Nvidia G-Sync, True Game Mode, 144Hz VRR; input lag ~7,7ms 
  • Audio: 5.1.2 canali, 160W, driver laterali e upward-firing, calibrazione Technics, Space Tune (ottimizzazione automatica in base alla stanza), Sound Focus (beam-forming); uscita subwoofer esterno dedicata 
  • Smart TV: Amazon Fire TV (con webOS 9)

Fire TV OS ora al suo secondo anno di implementazione è più maturo e scattante in tutti gli aspetti, inoltre include un sistema audio da ben 160W

I difetti vedono la presenza di sole 2 porte HDMI 2.1 delle 4 disponibili, e sopratutto una disponibilità / distribuzione / prezzo assolutamente non esemplare… La differenza di prezzo per un 55 pollici purtroppo difficilmente può essere giustificata da una calibrazione e una gestione del moto superiori, ma sempre meno percepibili rispetto a quanto avveniva in passato.


Philips Oled910

(disponibile nei formati: 55″, 65″, 77″) – sito ufficiale

Oled910 è la proposta Philips dotata di schermo Tandem Woled, il prodotto vanta il processore video P5 AI Gen 9 eccellente per chi ama un tipo di interpolazione pesante, sopratutto sui vecchi contenuti, ma offre anche una serie di impostazioni veramente ampia.

Con la modalità filmmaker mode si comporta bene esattamente come gradirebbe l’appassionato di cinema, anche lui supporta sia HDR10+ che Dolby Vision, e con questi contenuti essendo dotato dell’ultimo pannello di Lg Display ha picco luminoso di 2329 nit posizionandosi al vertice come G5 e Z95B.

Molto positivo anche il sistema sonoro, un sistema 3.1 sviluppato da Bowers & Wilkins con woofer dedicato da 30W sul retro e 81W sonori complessivi. Ovvio se hai già una soundbar di un certo livello o un sistema audio dedicato per te questa dotazione è uno spreco di soldi.

Ma il punto forte nonché il motivo per cui è in questa lista è l’ambilight, il proprietario effetto luminoso che estende la proiezione di quello che avviene sullo schermo in tutta la stanza, in questo modello c’è la dotazione massima, ovvero il 4 lati, Intelligence 3.0 potenziato con nuovi led e nuovi algoritmi per essere ancora più scenografico.

mostra specifiche ▼

  • Pannello: W-OLED Primary RGB Tandem (4 strati) — disponibile in 55″, 65″ e 77″
  • Processore: P5 AI Gen 9
  • Risoluzione: 4K 
  • Refresh rate: 144Hz VRR 
  • HDR: Dolby Vision, Dolby Vision IQ, HDR10+ Adaptive, HDR10, HLG, Filmmaker Mode — come il Panasonic Z95B, supporta entrambi i principali formati HDR dinamici 
  • Luminosità picco HDR (10% window): 2.178 nit in Filmmaker Mode
  • Luminosità full screen (100%): 367 nit
  • Copertura colore: DCI-P3 ~99,5%, Rec.2020 ~83%
  • HDMI: 4× HDMI totali, ma solo 2× HDMI 2.1 (48Gbps, 4K@144Hz)
  • Gaming: AMD FreeSync Premium Pro, Nvidia G-Sync, ALLM, HGiG, Dolby Vision Gaming, 4K@144Hz (sulle 2 porte HDMI 2.1); Game Bar 2.0 
  • Input lag:8ms in Game Mode 
  • Audio: Sistema 3.1 Bowers & Wilkins da 81W con due mid-range 30mm×50mm, tweeter titanio da 19mm con Nautilus tube, subwoofer da 75mm con quattro radiatori passivi 
  • Smart TV: Google TV (Android 14) 
  • Ambilight: 4 lati, Intelligence 3.0 — LEDs perimetrali che proiettano luce colorata sulla parete in sincronia con il contenuto video o audio, con sensori ambientali per adattarsi all’illuminazione della stanza

L’ambilight ha un gradimento del tutto personale, ma se vi piace l’immersione non avrete altra scelta che optare per questa TV unica in grado di offrire un’esperienza esterna al display.

Il sistema operativo è Google TV (quindi completo di tutto) ma con diverse personalizzazioni, ma anche in questo caso l’HDMI 2.1 è presente solo su 2 dei 4 ingressi. Il prezzo del prodotto è abbastanza alto, visto che si parla di 2400 euro per il 55″ ma considerando la dotazione Ambilight (in versione massima) e un sistema audio sopra la media potrebbe essere scelta valida, rimane però una scarsa disponibilità e distribuzione.


Samsung S94F (QE65S94FAT)

(disponibile nei formati: 48″ 55″ 65″ 77″ 83″) sito ufficiale

S94F è un prodotto interessante, un oled di fascia media, ma nel solo formato da 65 pollici (QE65S94FAT) monta un display QD-Oled gen 3 in grado di raggiungere i 1550 nit e una copertura colore dell’83% (rec 2020).

mostra specifiche ▼

  • Pannello: QD-OLED: solo il 65 pollici, Woled: 48″, 55″, 77″, 83″
  • Processore: NQ4 AI Gen2 
  • Risoluzione: 4K 
  • Refresh rate: 144Hz VRR 
  • HDR: HDR10, HDR10+, HLG (no Dolby Vision) 
  • Luminosità picco HDR (10%): ~1.500 nit 
  • Luminosità full screen (100%): ~300 nit (nessun Glare Free — pannello lucido) 
  • Copertura colore: DCI-P3 ~100%, Rec.2020 ~83-84% 
  • HDMI: 4× HDMI 2.1 
  • Gaming: VRR, FreeSync Premium Pro, ALLM, 4K@144Hz; input lag 5,5ms 
  • Audio: 4.2.2 canali, 70W, Dolby Atmos 
  • Smart TV: Tizen 9.0

Ovviamente sono valori più conservativi rispetto a S95F, da cui perde anche il display opaco e l’elettronica staccata (one Connect box), in breve è una classica TV con finitura lucida, 4 porte HDMI 2.1 e un refresh rate a 144hz.

Se vuoi levarti lo sfizio di avere un QD-Oled economico più luminoso di C5 il 65 pollici con la sigla finale T è quello che fa per te, e lo trovi spesso in offerta:

(Attenzione. Gli altri formati montano il pannello Woled paragonabile alla serie C di LG).


LG B5

(disponibile nei formati: 48″ 55″ 65″ 77″ 83″) sito ufficiale

mostra specifiche ▼

  • Pannello: W-OLED (non evo, no Brightness Booster) — disponibile in 48″, 55″, 65″, 77″ 
  • Processore: α8 AI Gen 2 
  • Risoluzione: 4K 
  • Refresh rate: 120Hz VRR 
  • HDR: Dolby Vision, HDR10, HLG 
  • Luminosità picco HDR (10%): ~800-900 nit — sensibilmente inferiore alla concorrenza 
  • HDMI: 4× HDMI 2.1 
  • Gaming: G-Sync, FreeSync, ALLM, 4K@120Hz; input lag stimato ~10-12ms 
  • Audio: 2.0 canali, 20W, Dolby Atmos 
  • Smart TV: webOS 25

B5 è il punto di accesso al mondo oled, monta un Woled (non evo) con un picco luminoso di 900 nit permette di godere con una cifra contenuta di neri assoluti, 4 porte HDMI 2.1, webos e un refresh rate di 120Hz.

Articolo aggiornato al:
Redatto da: Pixeltv