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Glossario tecnico
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Televisori
4K / UHD — Risoluzione video di 3840×2160 pixel, quattro volte superiore al Full HD. È lo standard attuale per i televisori di fascia media e alta. Garantisce immagini più nitide e dettagliate, soprattutto su schermi oltre i 40 pollici.
8K — Risoluzione di 7680×4320 pixel. Disponibile su alcuni televisori premium, ma i contenuti nativi 8K sono ancora rarissimi. Il beneficio è percepibile solo su schermi molto grandi e da breve distanza.
OLED — Tecnologia di pannello in cui ogni pixel emette luce propria e può spegnersi completamente. Garantisce neri assoluti, contrasto infinito e angoli di visione eccellenti. È la tecnologia di riferimento per la qualità dell’immagine.
QLED — Tecnologia LCD che utilizza un filtro di punti quantici (quantum dot) per ampliare la gamma cromatica e aumentare la luminosità. Non va confusa con OLED: i pixel non si spengono individualmente, quindi i neri risultano meno profondi.
MiniLED — Evoluzione della retroilluminazione LCD che utilizza migliaia di LED molto piccoli raggruppati in zone di dimming locali. Avvicina la qualità dell’immagine all’OLED su certi contenuti HDR, mantenendo alta luminosità di picco.
WOLED / QD-OLED — Varianti avanzate della tecnologia OLED. Il WOLED (LG) aggiunge un sub-pixel bianco per aumentare la luminosità; il QD-OLED (Samsung) unisce quantum dot e pannello OLED per una resa cromatica più satura.
Local dimming — Tecnica che suddivide il retroilluminatore LED in zone controllabili indipendentemente. Permette di scurire le aree buie dell’immagine senza abbassare la luminosità delle zone chiare. Più zone corrispondono a un migliore controllo del contrasto.
Nit (cd/m²) — Unità di misura della luminosità di un display. 1 nit equivale a 1 candela per metro quadro. Un televisore tipico raggiunge 300–500 nit; i pannelli HDR premium arrivano a 1000–3000 nit o oltre per i picchi di luminosità.
HDR (High Dynamic Range) — Tecnologia che estende la gamma di luminosità e colori rispetto allo standard SDR. Richiede sia un contenuto girato in HDR sia un televisore compatibile. Esistono vari formati: HDR10, HDR10+, Dolby Vision, HLG.
HDR10 — Il formato HDR base, aperto e royalty-free. Utilizza metadati statici (le stesse informazioni per tutto il film). Supportato praticamente da tutti i televisori e servizi streaming moderni.
HDR10+ — Evoluzione di HDR10 sviluppata da Samsung con metadati dinamici: le informazioni di luminosità cambiano scena per scena, migliorando la resa dell’immagine. Supportato da Amazon Prime Video e da produttori come Samsung e Panasonic.
Dolby Vision — Formato HDR con metadati dinamici sviluppato da Dolby. Considerato il più avanzato: analizza l’immagine fotogramma per fotogramma e ottimizza la resa sul televisore specifico. Richiede licenza, quindi non tutti i produttori lo supportano.
HLG (Hybrid Log-Gamma) — Formato HDR pensato per le trasmissioni televisive live. Non richiede metadati separati ed è compatibile anche con televisori non-HDR. Usato nelle trasmissioni RAI e da alcune emittenti europee.
Hz (frequenza di aggiornamento) — Numero di volte al secondo che il pannello aggiorna l’immagine. 60 Hz è lo standard base; 120 Hz riduce il motion blur ed è fondamentale per i videogiocatori. Alcuni produttori dichiarano valori interpolati usando tecniche di processing.
Input lag — Tempo che intercorre tra il segnale inviato da una sorgente (console, decoder) e l’immagine visualizzata sullo schermo. Si misura in millisecondi (ms). Un valore sotto i 20 ms è ottimo per il gaming; sopra i 40 ms si nota un ritardo percepibile.
VRR (Variable Refresh Rate) — Tecnologia che sincronizza il refresh rate del televisore con il frame rate della console o del PC, eliminando lo screen tearing e lo stuttering. Le implementazioni principali sono HDMI Forum VRR, AMD FreeSync e NVIDIA G-Sync Compatible.
ALLM (Auto Low Latency Mode) — Funzione HDMI 2.1 che permette alla sorgente (console, lettore) di segnalare automaticamente al televisore di attivare la modalità gaming a bassa latenza, senza dover intervenire manualmente nelle impostazioni.
HDMI 2.1 — Versione dello standard HDMI con banda passante di 48 Gbps. Supporta video 4K a 120 Hz, 8K a 60 Hz, VRR e ALLM. Fondamentale per sfruttare appieno PlayStation 5 e Xbox Series X.
eARC (Enhanced Audio Return Channel) — Evoluzione di ARC che permette di trasmettere audio non compresso (Dolby TrueHD, DTS-HD MA, Dolby Atmos) dal televisore alla soundbar attraverso un singolo cavo HDMI. Richiede supporto sia sul TV che sulla soundbar.
Upscaling — Processo con cui il processore del televisore aumenta la risoluzione di un contenuto a bassa definizione per adattarlo allo schermo 4K. La qualità varia molto tra produttori; i chip con intelligenza artificiale producono generalmente i risultati migliori.
Game Mode — Modalità immagine che disattiva parte del processing video per ridurre al minimo l’input lag. Spesso riduce leggermente la qualità visiva rispetto alle modalità cinema, ma è essenziale per giocare senza ritardi.
Pannello IPS — Tipo di pannello LCD con eccellenti angoli di visione e buona resa cromatica, ma contrasto nativo inferiore rispetto al VA. Ideale per ambienti luminosi o per chi guarda la TV da diverse angolazioni.
Pannello VA — Tipo di pannello LCD con contrasto nativo molto elevato (utile nei film in ambienti bui) ma angoli di visione più limitati rispetto all’IPS. È la scelta comune per i televisori di fascia media.
Risoluzione — Numero di pixel che compongono l’immagine, espresso come larghezza×altezza. Le principali: Full HD (1920×1080), 4K/UHD (3840×2160), 8K (7680×4320). Più pixel significa immagine potenzialmente più nitida, soprattutto su schermi grandi.
Pollici (misura dello schermo) — Dimensione diagonale dello schermo (1 pollice = 2,54 cm). Un televisore da 55″ ha una diagonale di circa 140 cm. La dimensione ottimale dipende dalla distanza di visione: in genere si consiglia una distanza pari a 1,5–2,5 volte la diagonale.
Rapporto di contrasto — Differenza tra il bianco più luminoso e il nero più scuro che un televisore può riprodurre. Un rapporto alto indica neri più profondi e immagini più tridimensionali. I pannelli OLED raggiungono un contrasto teoricamente infinito.
Gamma cromatica (color gamut) — Insieme di colori che un display è in grado di riprodurre. Lo standard SDR usa sRGB/Rec.709; i contenuti HDR usano DCI-P3 (cinema) o Rec.2020. Più ampia è la copertura dello spazio DCI-P3, più i colori appaiono saturi e vivi.
Calibrazione — Processo di regolazione delle impostazioni del televisore (luminosità, contrasto, temperatura colore, gamma) per avvicinarsi ai valori di riferimento standard. Una calibrazione professionale con strumenti dedicati è la soluzione più accurata.
Temperatura colore — Tonalità percepita del bianco, espressa in Kelvin. Un bianco “freddo” (oltre 6500K) tende al blu; uno “caldo” (sotto 6000K) tende al giallo. Lo standard di riferimento per il cinema è D65 (6504K). Molti televisori escono di fabbrica troppo “freddi”.
Processing video — Elaborazione digitale applicata all’immagine dal processore del televisore: riduzione del rumore, motion smoothing, upscaling, gestione HDR. Un processing eccessivo può alterare l’immagine originale; in contesti cinematografici è preferibile ridurlo al minimo.
Audio e soundbar
Dolby Atmos — Standard audio immersivo che aggiunge canali orientati all’altezza, creando una sfera sonora tridimensionale. Il suono può muoversi liberamente nello spazio, incluso sopra l’ascoltatore. Supportato da Netflix, Disney+ e molte piattaforme streaming.
DTS:X — Formato audio 3D immersivo concorrente di Dolby Atmos, sviluppato da DTS. Non richiede una configurazione di altoparlanti specifica ed è scalabile. Meno diffuso di Atmos nei contenuti streaming, ma presente su molti Blu-ray.
Dolby Digital Plus (DD+) — Formato audio compresso di Dolby, utilizzato principalmente dallo streaming. Supporta fino a 7.1 canali e può trasportare metadati Atmos per i dispositivi compatibili.
Dolby TrueHD — Codec audio lossless (senza perdita di dati) di Dolby, usato principalmente nei Blu-ray 4K. Trasporta Dolby Atmos in forma non compressa. Richiede eARC o una connessione HDMI diretta per essere trasmesso intatto al sistema audio.
DTS-HD Master Audio — Codec audio lossless di DTS, diffuso nei Blu-ray. Offre qualità audio identica all’originale in studio. Richiede eARC per essere trasmesso non compresso dal televisore alla soundbar.
HDMI ARC — Audio Return Channel: funzione che permette al televisore di inviare il suono alla soundbar tramite lo stesso cavo HDMI usato per il video. La versione base supporta solo formati compressi. Per l’audio lossless è necessario eARC.
Canali audio (2.0, 2.1, 5.1, 3.1.2…) — La notazione indica il numero di altoparlanti. Il primo numero sono i canali principali, il secondo il subwoofer (se presente), il terzo i canali height per Atmos. Una soundbar 3.1.2 ha 3 canali, 1 subwoofer e 2 driver rivolti verso l’alto.
Driver height / upfiring — Altoparlanti orientati verso il soffitto presenti nelle soundbar Atmos. Il suono rimbalza sul soffitto simulando i canali in altezza. L’efficacia dipende dall’acustica della stanza e dall’altezza del soffitto.
Subwoofer — Altoparlante dedicato alla riproduzione delle basse frequenze. Migliora notevolmente la resa nei film d’azione, nella musica e nei giochi. Può essere integrato nella soundbar o esterno (wireless o cablato).
Surround virtuale — Tecnologia di processing che simula un suono surround multicanale usando solo gli altoparlanti della soundbar, senza diffusori posteriori fisici. I risultati variano molto tra i modelli.
Risposta in frequenza — Indica l’intervallo di frequenze che un sistema audio è in grado di riprodurre, espresso in Hz. Un sistema hi-fi di riferimento copre 20–20.000 Hz (tutto lo spettro udibile). Più la curva è piatta, più fedele è la riproduzione.
Digitale terrestre
DVB-T2 — Digital Video Broadcasting Second Generation Terrestrial: il nuovo standard del digitale terrestre italiano, obbligatorio da gennaio 2023. Più efficiente del predecessore DVB-T, permette di trasmettere più canali con qualità superiore usando la stessa banda radio.
HEVC / H.265 — Codec di compressione video di ultima generazione, standard per DVB-T2. Comprime il video il doppio rispetto a H.264 a parità di qualità visiva, liberando banda per più canali o per risoluzioni più elevate. Tutti i nuovi televisori e decoder lo supportano.
H.264 / MPEG-4 AVC — Codec precedente, usato dal vecchio digitale terrestre DVB-T. Richiede più banda rispetto a H.265 per la stessa qualità. I televisori prodotti prima del 2017 spesso supportano solo H.264 e non ricevono più i canali trasmessi in HEVC.
MUX (Multiplex) — Raggruppamento di canali televisivi trasmessi su una singola frequenza radio. In Italia i MUX sono gestiti da RAI, Mediaset e altri operatori. Ogni MUX può contenere più canali video e audio compressi insieme.
LCN (Logical Channel Number) — Sistema di numerazione logica dei canali che permette di trovare RAI 1 al tasto 1, Canale 5 al 5 e così via, indipendentemente dalla frequenza fisica su cui sono trasmessi. I televisori ordinano i canali in base a questo numero.
Sintonizzatore DVB-T2 — Componente hardware che riceve e decodifica il segnale digitale terrestre DVB-T2. I televisori venduti in Italia dal 2022 devono obbligatoriamente includerlo. I modelli più vecchi possono richiedere un decoder esterno compatibile.
Decoder — Dispositivo esterno che riceve il segnale DVB-T2 e lo invia al televisore tramite HDMI. Necessario per i televisori privi di sintonizzatore DVB-T2 integrato.
Risintonizzazione — Procedura con cui il televisore o il decoder scansiona le frequenze radio per trovare i canali disponibili. Va eseguita ogni volta che le emittenti cambiano frequenza o si aggiungono nuovi canali.
Streaming
Streaming — Trasmissione continua di contenuti audio/video via internet, senza necessità di scaricare il file in anticipo. Il contenuto viene riprodotto progressivamente man mano che arriva. Netflix, Disney+, Prime Video e YouTube sono i principali servizi.
Bitrate — Quantità di dati trasmessa al secondo, espressa in Megabit (Mbps). Un bitrate più alto significa qualità video superiore e meno artefatti di compressione. Netflix usa circa 15–25 Mbps per i contenuti 4K; i Blu-ray 4K fisici arrivano a 100 Mbps.
Codec video — Algoritmo di compressione e decompressione video. I principali usati nello streaming sono H.264, H.265/HEVC, VP9 (Google) e AV1. AV1 è il più moderno: offre qualità superiore a parità di bitrate, ma richiede più potenza di elaborazione.
AV1 — Codec video open-source sviluppato dall’Alliance for Open Media (Google, Netflix, Amazon e altri). Offre un’efficienza di compressione superiore del 30–40% rispetto a H.265. Sempre più usato da YouTube e Netflix per ridurre il consumo di banda.
Latenza (streaming) — Ritardo tra l’evento reale e la sua trasmissione in streaming. Cruciale per lo sport live: i servizi tradizionali introducono 20–60 secondi di ritardo; le nuove piattaforme lavorano per scendere sotto i 5 secondi con protocolli come LL-HLS e LL-DASH.
4K in streaming — Riproduzione di contenuti in risoluzione 3840×2160 pixel via internet. Richiede una connessione stabile di almeno 25 Mbps. La qualità è inferiore al Blu-ray 4K fisico a causa della compressione necessaria per lo streaming.
Smart TV / sistema operativo — Sistema operativo integrato nel televisore che permette l’accesso diretto alle app di streaming. I principali sono Google TV, Tizen (Samsung), webOS (LG), Fire TV (Amazon) e VIDAA (Hisense). La fluidità e la disponibilità delle app variano tra piattaforme.
Redatto da: Pixeltv